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Le campagne di scavo

13ª Missione di scavo - 2010/2011

veduta del campo di scavo dal pallone aerostatico Dal 18 dicembre 2010 al 14 gennaio 2011 si è svolta la 13ª missione archeologica italiana condotta dal Centro di Egittologia Francesco Ballerini di Como e diretta dal dott. Angelo Sesana sull’area del Tempio di Milioni di Anni di Amenhotep II a Gurna (Tebe Ovest, Luxor). Ormai ultimato lo scavo della struttura templare, la campagna di quest’anno ha previsto l’indagine di alcuni contesti funerari precedenti e successivi alla costruzione del tempio. Queste sepolture, che si presentano in alcuni casi già violate in antico, rappresentano importanti testimonianze della lunga durata e dell’intensità dello sfruttamento di quest’area a scopo funerario. Fra i contesti indagati quest’anno si segnala la fortunata scoperta di una tomba con ogni probabilità inviolata. Durante la 13a missione, in particolare, è stato ultimato lo scavo del pozzo nell’area L9, sono stati scavati per intero i pozzi G9, F10, G11 e L9b e, solo parzialmente, il pozzo H13. Si riassumono qui di seguito alcuni dati preliminari di interesse.

la cappellina funeraria rinvenuta in corrispondenza del cortile del tempio Il pozzo L9 (i codici identificativi dei pozzi si riferiscono al quadrato in cui si trovano), il cui scavo è stato intrapreso lo scorso anno, conduce, insieme a un altro pozzo tagliato in H9, a un’unica camera di dimensioni ragguardevoli (circa 10 m). Allo stato attuale della ricerca non è ancora stato possibile stabilire se questa coincidenza sia intenzionale o se si tratti effettivamente di due sepolture delle quali la più recente ha intercettato e riutilizzato la più antica. Lo scavo della camera è stato ripreso solo parzialmente, cercando in un primo tempo di sostenere con alcuni puntelli metallici parte del soffitto pericolante della camera, tagliata nel conglomerato a circa 6 metri di profondità. Tuttavia si è deciso successivamente di interrompere l’indagine, poiché non sussistevano le condizioni di sicurezza necessarie. Nell’area liberata dai livelli di crollo e riempimento sono stati rinvenuti i resti di un nuovo sarcofago, collocato accanto a quello scavato lo scorso anno, numerosi resti umani mummificati ma sparsi in modo caotico sul pavimento della camera e alcuni vasi in ceramica. Alcuni frammenti di sarcofago in terracotta, databili, anche se a livello preliminare, ad epoca tolemaico-romana, fanno pensare a un riutilizzo della sepoltura in più fasi.

ostrakon in calcare dai livelli al di sotto del cortile del tempio Anche la sepoltura nell’area G9 presenta un’unica camera. Il pozzo, profondo 3,14 m, è di forma quadrangolare (150-160 cm di lato) e i mattoni della struttura originaria non si conservavano sul lato sud-ovest. Le pareti sono pressoché verticali, con maggiori irregolarità nella parte tagliata nella tafla, e il suo riempimento appare omogeneo. La camera presenta pianta quadrangolare con lati rettilinei e angoli leggermente arrotondati. L'ingresso è caratterizzato da un gradino di raccordo con il pozzo, di circa 1 m di altezza. Nella metà sud della camera viene individuato un muro a secco in mattoni crudi, con andamento est-ovest; nell'angolo nord-ovest, invece, si individua un taglio rettangolare. I materiali raccolti sono costituiti prevalentemente da ossa e non si segnalano reperti particolari. Tutto il materiale della camera appare in ogni caso rimaneggiato. F10 è un pozzo con unica camera funeraria, profondo 4,5 m. Presenta un riempimento di matrice sabbiosa, sciolta, di colore bruno scuro, con frammenti di conglomerato e circa una ventina di blocchi di arenaria non decorati. La camera, di forma sub-rettangolare, è tagliata in parte nel conglomerato e in parte nella sabbia e presenta pareti pressoché verticali; il soffitto è irregolare e tagliato nel conglomerato. Il fondo, piano, è costituito da sabbia. Conteneva solo rari frammenti di ossa/ossi e ceramica. La sepoltura in G11 presenta invece due camere funerarie, denominate A e B. Per i primi 2 m circa il pozzo risulta realizzato in mattoni, con una pianta sub-rettangolare; per la rimanente estensione è tagliato nel conglomerato e mostra una pianta sub-circolare. Il camino appare lacunoso in ampie porzioni dando luogo a due grosse "aperture", una sul lato est e una sul lato ovest, documentate e chiuse con mattoni moderni; Il lato sud, non conservato, è stato integralmente ricostruito prima di affrontare lo scavo. Non si esclude che sia già stato indagato dal Petrie. In ambedue le camere il riempimento presenta un andamento a conoide. Non si segnalano reperti particolari, se non, disposti in modo caotico nel riempimento: frammenti di ceramica, ushabti, perline tubolari, vaghi circolari, ossi animali (fra cui un cranio di ariete).

amuleto in fayance associato alla sepoltura del settore F9 Sempre nel quadrato L9 è stato rinvenuto un nuovo pozzo, denominato questa volta L9b, collocato poco distante dal pozzo L9 e appena a ovest di una struttura muraria in mattoni crudi, di forma quadrangolare. Privo di camino in mattoni, si presenta come un taglio quadrangolare, prima nella tafla e poi nel conglomerato, della profondità di 5,2 m. All’interno del riempimento si sono rinvenuti una lucerna, alcuni vasi interi ed altri in frammenti ricomponibili, nonché un corpo non mummificato ma in composizione anatomica, posizionato a testa in giù. La camera, di piccole dimensioni, ospitava i resti mal conservati di due sarcofagi, che contenevano altrettanti scheletri, e due distinti gruppi di ushabti. L’ultima sepoltura di cui è stato affrontato lo scavo, infine, è collocata in H13, ed è anch’essa identificabile con una di quelle scavate e documentate in pianta dal Petrie. Si tratta di un pozzo funerario con camera singola di discrete dimensioni (3,5x3,5 m). Il riempimento del pozzo presenta una quantità notevole di blocchi e altri frammenti di arenaria, nonché il significativo rinvenimento di un moderno tappo in sughero. All’interno della camera, il cui scavo non è stato ultimato e proseguirà nella prossima missione, si sono rinvenuti per il momento solo poche tracce di un sarcofago ligneo e il frammento di un grosso vaso in ceramica.

pianta del tempio al termine della undicesima missione Il contesto più significativo scavato durante questa missione, infine, è la tomba attribuibile a livello preliminare al Medio Regno, il cui ingresso si colloca nel quadrato A17. Si tratta di una struttura funeraria complessa, formata da un corridoio (C) e una prima camera (D), dalla quale si accede ad altri due ambienti: uno più piccolo (F), che ospitava lo scheletro di un solo individuo, e uno decisamente più grande (E), che ospitava ben 11 individui. Quest’anno, in particolare, sono stati scavati: la parte più interna della camera D, che ha restituito una notevole quantità di ceramiche intere di ottima fattura; la camera F, una sorta di nicchia, leggermente ribassata rispetto al piano di D, che conteneva una sepoltura e alcune ceramiche integre; la camera E, un grande ambiente che, oltre ai resti di 11 individui, conteneva ceramiche e importanti oggetti di corredo. Si segnala, in particolare, il rinvenimento di uno specchio in rame con manico in avorio, uno spillone in avorio, un contenitore per trucchi con manico conformato a testa d’anatra, alcuni vasetti in alabastro, collane e bracciali di perline e alcuni amuleti (un Horus, due scarabei, un ippopotamo).

pianta del tempio al termine della undicesima missione Parallelamente allo scavo vero e proprio, sono proseguite inoltre le operazioni di restauro conservativo, già iniziate nel 2008, che si sono concentrate quest’anno nel cortile colonnato e lungo il grande muro di cinta esterno in mattoni crudi (largo circa 5 m). Per quanto riguarda il muro di cinta esterno in mattoni, lungo il lato occidentale, non sono stati aggiunti nuovi corsi, poiché l’altezza raggiunta lo scorso anno è stata giudicata sufficiente ad una buona lettura della struttura, ma è iniziata la chiusura della parte superficiale. La chiusura della superficie si è arrestata, alla fine della missione, poco prima della metà della lunghezza del muro. Nell’area sud-orientale è stata invece intrapresa la ricostruzione del secondo pilone del tempio (solo la facciata est), dal settore a21 fino all’ingresso della tomba D21, e parzialmente effettuata la ricostruzione del muro di cinta sud, a est del secondo pilone, nei settori a 22-24. E’ stato inoltre parzialmente restaurato il muro di cinta interno del tempio, sempre in mattoni crudi, con l’aggiunta di uno o due corsi a fini esclusivamente protettivi, lungo il lato nord, fino al quadrato O7. La parte centrale del tempio, in corrispondenza del cortile colonnato, non è stata sottoposta a nuovi interventi di scavo, poiché l’indagine era già stata ultimata durante la scorsa missione. Il lavoro ha previsto invece la costruzione di un muro di contenimento del riempimento – sia sul lato est, in corrispondenza dei settori D-O 13, sia sul lato nord, in corrispondenza dei settori N-O 7-13 - e il trasporto al suo interno del sedimento necessario per raggiungere il livello e la quota stabiliti. Sul lato nord-occidentale del cortile, è stato costruito un piccolo e ulteriore innalzamento di due gradini, al fine di delimitare un’area in cui viene suggerito il reale livello del piano di calpestio del tempio. In quest’area infatti, in corrispondenza dei settori I-O 7-8, non si conservano solo i blocchi di fondazione delle colonne ma anche le stesse basi.

Alla Missione hanno partecipato: Angelo Sesana (direttore), Franco Giani (vice-direttore), Elio Negri (architetto), Tommaso Quirino (responsabile aree di scavo), Lucia Zito (disegnatrice), Elisa Solera, Sara Ceruti (restauratrici), Anna Consonni (responsabile catalogazione), Giovanna Bellandi (addetta alla catalogazione marche di cava e reperti antropologici), Maurizio Cavaciocchi, Fiorenza Gulino, Maria Luisa Mesiano, Mimosa Ravaglia, Federica Ugliano (addetti alla catalogazione), Claudio Busi (riproduzioni video), Angela Ciceri, Lorenzo Castellano, Enrico Croce, Francesco Longhi, Graziella Storci, Silvia Tomasini (tecnici di scavo).
Si vuole esprimere il più vivo ringraziamento al Dr. Zahi Hawass, Ministro per le Antichità e Segretario generale dello S.C.A. (Supreme Council of Antiquities – Cairo); al Sig. Sabri Abdel-Aziz Khater, Direttore Generale dello S.C.A.; al Sig. Mohamed Ismail Khaled, Direttore del Dipartimento delle Missioni Straniere presso lo S.C.A.; al Sig. Mansour Boraik, Direttore Generale delle Antichità per l’Alto Egitto; al Sig. Mustafa el-Waziri, Direttore Generale delle Antichità di Tebe Ovest e agli ispettori delle Antichità per l’area del Tempio di Amenhotep II, il Sig. Ramadan Ahmed Ali Ahmed e la Sig.ra Amal Moatasem Mustafa. Ringraziamo anche il Rais Aly Faruk Sayed Qeftawy, per la sua continua disponibilità e dedizione durante lo svolgimento di tutte le nostre missioni.

 


Archivio report preliminari: 13ª missione, 11ª missione