HOME > NOTIZIE > Diario di scavo 18

Diario di scavo 18ª MISSIONE

12-14/01/16

la camera D e l'accesso alla camera F della tomba D21

E anche l’ultima settimana di lavoro volge al termine. Purtroppo non abbiamo da segnalarvi grosse sorprese dall’area di scavo… La sepoltura in A15 è stata completamente indagata: asportati la rete di perline e gli scheletri dei due defunti, si è proceduto alla completa pulizia della nicchia. Non sono emersi nuovi dettagli e non si sono rinvenuti amuleti, ma abbiamo avuto il tempo necessario per documentare nel dettaglio questa particolarissima tipologia di sarcofagi.
Nella tomba D21, invece, è stato possibile solo svuotare dallo spessissimo livello di crollo la nuova camera individuata, ora denominata F. La quantità di riempimento era infatti assai notevole e i giorni a disposizione sono stati sufficienti solo per arrivare allo strato di sabbia che cominciava a restituire materiale archeologico. Nella sezione visibile all’ingresso della camera, che mostra i livelli ancora da asportare, si distingue tuttavia una lunga lente di ceneri e carboni: sarà la zona che ospitava le offerte per i defunti del Medio Regno? Coloro che hanno violato la tomba nel Terzo Periodo Intermedio avranno risparmiato quest’ultima camera? Il crollo del soffitto avrà impedito loro di turbare il riposo di chi vi era sepolto? Ovviamente dovremo aspettare ancora un anno per rispondere a queste domande. …e sarà l’ultimissimo contesto ancora da svelare sull’area del Tempio di Milioni di Anni di Amenhotep II.
Il muro di cinta nord Nel frattempo sono stati portati a termine gli obiettivi che ci si era posti per quanto riguarda il restauro conservativo del tempio e la riqualificazione dell’area. Per buona parte il muro di cinta esterno è stato completato con la copertura della superficie mediante mattoni crudi (risulta ora ancor più evidente l’angolo obliterato dal tracciato della moderna strada asfaltata!). I due blocchi che suggeriscono la presenza di un probabile portale in corrispondenza del secondo pilone sono stati collocati. I blocchi del portale che conduceva invece al cortile colonnato sono stati ulteriormente rialzati, per mostrare più chiaramente i fori che ospitavano i due cardini.
Si tratta solo di piccoli interventi di conservazione, in parte di completamento – sulla base delle informazioni finora raccolte – di ristrette porzioni di strutture non più conservate. La volontà non è certo quella di ricostruire ciò che non c’è più, ma di conservare quello che è rimasto e permettere a tutti di comprenderlo e di poterne fruire. Il team del CEFB in cima alla rampa del tempio Ora ne siamo sicuri: da oggi lo sguardo distratto di turisti e passanti non potrà più perdersi di fronte a queste rovine; capirà e potrà immaginare che qui sorgeva il tempio di un faraone, anzi, di un grande faraone, il cui nome è ancora ben visibile!
Non ci resta, anche per quest’anno, che congedarci dai nostri lettori… Il team del CEFB ringrazia tutti coloro che ci hanno seguito, sperando di essere riusciti a comunicarvi, anche se solo in parte, le emozioni di questa meravigliosa esperienza egiziana. Buon anno in compagnia delle attività del CEFB!

(Il team del CEFB)

09-11/01/16

l'area sud

Quest’anno gli scavi hanno avuto un diverso andamento, soprattutto per gli addetti alla catalogazione. Non c’è più la frenesia degli anni in cui avevamo più di cento operai sul campo e più di cento “casette” corrispondenti alle aree di scavo attive, che venivano riempiete in continuazione dai “muktaf” (secchi) colmi di ogni genere di reperti: arenarie, vasi integri, frammenti di ceramica, oggetti vari come coni funerari, mattoni crudi con diversi tipi di cartigli, vasetti per kohl, pesi e tanto altro. E ancora, al tavolo della catalogazione arrivavano anche i corredi funerari rinvenuti nelle tombe indagate, come vasi canopi, numerose serie di ushabti, perline, amuleti, qualche anello, pedine del senet…
Durante questa campagna ci siamo soffermati invece sui blocchi di arenaria rinvenuti durante le prime missioni di scavo e abbiamo avuto la possibilità di riordinarli.
lo scavo nella tomba A15 Ma in catalogazione non si trascura lo scavo in corso: dalla tomba D21, in cui il lavoro procede ancora con lentezza, arrivano pochi ma significativi reperti come una scodellina integra di raffinata fattura. Così dalle sepolture nella nicchia del quadrato A15: le perline, che inizialmente sembravano poche manciate, si sono invece rivelate parte di una retina stesa sul corpo di uno dei due defunti. Eccezionalmente siamo riusciti per la prima volta a vedere la trama della cordicella che teneva insieme le perline in un elaborato disegno a losanghe e bande di diversi colori. L’altro defunto steso al fianco del primo in un secondo sarcofago, conservava invece, probabilmente, un collanina con poche perline e due cipree (conchiglie).
Ma chi erano i due defunti della nicchia? Solo le loro ossa ce lo possono dire. E proprio le loro ossa, delicatamente composte in sarcofagi antropoidi con le mani adagiate sul bacino, ci dicono che chi li ha deposti con così tanta cura deve averne pianto la dipartita. Si tratta infatti di due adolescenti di 11 e 15 anni, che, per qualche ragione che purtroppo ci sfugge, non hanno proseguito il cammino della vita.

(Maria Luisa Mesiano, Giovanna Bellandi)

02-07/01/16

Un settimana di intensi lavori è appena trascorsa. Se da una parte le nuove scoperte si fanno ancora attendere, dall’altra il lavoro sul campo non manca, anzi! Sta proseguendo a grandi passi la revisione della catalogazione dei blocchi di arenaria pertinenti alle strutture templari; prosegue lo studio dei resti antropologici provenienti dalle tombe individuate nell’area; continua anche lo studio degli ossi animali raccolti nel riempimento dei pozzi funerari del Terzo Periodo Intermedio e di quelli pertinenti a esemplari che in qualche modo avevano accompagnato i defunti nell’aldilà.
lo scavo nella tomba D21 Lo scavo della camera D della tomba D21 procede piuttosto lentamente, perché ad esso si deve alternare il consolidamento di alcuni tratti delle pareti e del soffitto, troppo fragili per darci sicurezza, soprattutto dopo la rimozione del riempimento interno alla struttura. Così sì è dovuto attendere un paio di giorni, necessari per la costruzione di un pilastro in mattoni cotti, prima di riprendere le indagini. La nuova porzione della camera D messa in luce purtroppo non ha fatto che confermare le informazioni raccolte finora: la tomba, costruita durante il Medio Regno, ha avuto un riutilizzo durante il Terzo Periodo Intermedio, quando probabilmente è stata spogliata di tutti i corredi funerari allora presenti. Rimangono solo ossa sparse, ancora poche ceramiche (anche se una ciotola perfettamente intatta!) e alcuni tappi di giara in terra cruda, pertinenti a vasi non più conservati. Ma procedendo verso la parte più interna e ancora poco visibile della camera, si incontra una piccola e inaspettata novità: in direzione della porzione ancora da scavare si delinea una sorta di restringimento, un ingresso che conduce ad un nuovo ambiente, prima non intuibile dall’andamento del soffitto e delle pareti e ora suggerito anche dalla presenza dei resti di un allineamento di mattoni e di alcuni blocchi di arenaria lavorati. In corrispondenza di questo ingresso, tra l’altro, i livelli archeologici più recenti sembrano terminare. I defunti sepolti in questa nuova camera saranno stati risparmiati dall’antica violazione? Si saranno conservati fino ad oggi i loro corredi? Prima di procedere, ancora una volta, dovremo attendere la costruzione di altri pilastri che sorreggano il soffitto, attraversato da una grossa frattura. Ci vorrà, come sempre, pazienza…!
lo scavo nella tomba A15 Le pause nello scavo della tomba D21, tuttavia, hanno dato la possibilità di riprendere lo scavo di un contesto rimasto in sospeso lo scorso anno: una piccola nicchia scavata nel conglomerato, nel quadrato A15, in corrispondenza degli annessi economici del tempio e proprio al di sotto di un muro relativo a uno degli ambienti. Ebbene, si conferma ancora una volta che ogni piccolo angolo della nostra area di scavo può restituire belle sorprese! La nicchia, dalle dimensioni assai limitate (circa 1,80 x 1 m), ospitava infatti i resti di due sarcofagi ancora in posto, mal conservati, ma con parti della decorazione ancora ben visibili. La posizione stratigrafica, la particolare fattura e la decorazione non lasciano dubbi: sono tombe precedenti la costruzione del tempio, pertinenti alla necropoli databile a partire dal Medio Regno e fino all’epoca di Amenhotep II, che sta prendendo sempre più forma anche nella nostra area! Ad eccezione di poche perline, mancano al momento materiali significativi, ma lo studio più approfondito delle decorazioni conservate ci permetterà di precisarne meglio la cronologia. E, in ogni caso, lo scavo della sepoltura non è ancora terminato!
le operazioni di taglio dei blocchi di arenaria Anche in superficie il lavoro non manca! Dopo la sbozzatura e la rifinitura dei blocchi di arenaria giunti sul campo nei giorni passati, è arrivato il momento di collocarli nei punti stabiliti, dove andranno a suggerire visivamente strutture ora solo parzialmente conservate. Due di essi indicheranno il grande portale in arenaria presente in corrispondenza dell’ingresso del secondo pilone. Due di essi serviranno ad innalzare i blocchi con il cartiglio di Amenhotep II pertinenti al portale collocato in cima alla rampa, che conduceva al cortile colonnato.

(Tommaso Quirino)

01/01/16

Tanti auguri di buon anno da tutto il team del CEFB!

28-31/12/15

l'area catalogazione

Passa sempre molto veloce il tempo qui in Egitto. Il lavoro impegna le mattine sul cantiere e spesso i pomeriggi in albergo, per la documentazione. Un giro a Luxor per alcune commissioni, qualche visita ai monumenti e i giorni trascorrono pieni, senza che ce ne accorgiamo…
Il lavoro sul campo procede di gran lena. Ossa, materiali, restauri. Ma l’interesse ora si concentra sullo scavo, perché è ripresa l’indagine della tomba D21! Per chi ci segue già e per chi ha iniziato quest’anno a leggere il nostro diario di scavo, riassumo brevemente di cosa si tratta: è una tomba del Medio Regno, il cui ingresso è collocato in corrispondenza del secondo pilone del Tempio. La tomba si compone di una rampa discendente, un corridoio, una camera trasversale, una camera-corridoio di quasi 12 metri di lunghezza e una seconda camera, che si raggiunge sempre passando da quella trasversale. E’ dalla seconda camera (chiamata D), l’ultima ancora da scavare, che sono ripresi i lavori, rallentati da problemi statici del soffitto e delle pareti e dalla necessità di garantire sicurezza a chi lavora all’interno. La tomba infatti è scavata in un conglomerato non molto resistente, crollato in diversi punti e che ne costituisce il soffitto, e nella sabbia.
lo scavo nella tomba D21 L’asportazione dell’enorme livello di crollo è lunga e faticosa, e purtroppo quello che riporta alla luce non è ancora così entusiasmante. Ossa umane e animali, spesso non più in connessione, poche tracce di sarcofago e qualche frammento ceramico. Tuttavia le informazioni che si ricavano sono sempre preziose: si conferma infatti un riuso della tomba anche nel Terzo Periodo Intermedio. Un vaso ricostruito quasi interamente è un piccolo ma prezioso indizio, se associato al deposito di mummificazione rinvenuto lo scorso anno!
In questi giorni è stata dunque scavata la prima parte della camera, per circa 4m di lunghezza e 1,5m di larghezza, ma non finisce qua… La camera prosegue infatti verso ovest, formando una ‘L’, e sopra il livello di crollo sembra proseguire ancora per diversi metri! Non ci resta che continuare lo scavo… e sperare nel nuovo anno!

(Tommaso Quirino)

26-27/12/15

operai al lavoro sui blocchi di arenaria

Di primo mattino due grossi camion hanno portato da Gebel el-Silsila i primi quattro blocchi necessari per i lavori di restauro del tempio. Sono blocchi di notevoli dimensioni, del peso di circa 45 quintali ciascuno! Una squadra di specialisti tagliatori di pietre hanno iniziato la loro modellazione, utilizzando la medesima tecnica e metodologia degli antichi egiziani, senza l’utilizzo di mezzi meccanici. Tra pochi giorni prenderanno la forma desiderata e serviranno per suggerire la presenza di alcune strutture del tempio solo parzialmente conservate.
Intanto prosegue il lavoro di catalogazione dei blocchi di arenaria decorati trovati nelle missioni precedenti e provenienti dai livelli di distruzione del tempio. Tra tante figure parziali e molto rovinante, ve ne sono alcune che lasciano ben intuire la bellezza e la ricchezza delle decorazioni del tempio.
l'area catalogazione Al tavolo osteologico i lavori preliminari di smistamento del materiale osseo animale proveniente dai pozzi funerari L13 e R11 hanno permesso di verificare la presenza di diverse specie tra le quali, oltre ai classici domestici (bovini, ovicaprini e cani) si sono riconosciuti resti attribuibili a un camelide e a diversi esemplari di coccodrilli.
Poco distante, sul tavolo antropologico vengono stesi e sottoposti ad analisi gli scheletri di due bambini, uno di cinque e uno di undici anni, trovati nel pozzo L13, indagato nelle missioni precedenti. Difficile è identificare la causa di morte, anche se alcuni indizi osservabili sulle ossa suggeriscono che soffrirono per qualche forma di malattia o carenza alimentare.
Le murature eseguite lo scorso anno per la messa in sicurezza della tomba D21 sono ormai quasi completamente intonacate con la hiba. E’ ora di iniziare lo scavo vero e proprio: si parte domani! Siamo ansiosi di scoprire cosa ancora avrà da restituire alla luce la tomba D21, dalla camera D.

(Elio Negri, Mimosa Ravaglia, Lucia Zito, Maurizio Cavaciocchi, Fabio Bona, Giovanna Bellandi)

25/12/15

la Valle dei Re

È Natale, e anche quest’anno lo trascorriamo in Egitto.
Ieri il nostro lavoro sul campo, ormai avviato, ha visto tutti impegnati a seguire le proprie mansioni: chi in catalogazione alle prese con arenarie iscritte o decorate, chi a smistare le ossa umane e animali emerse dai pozzi funerari scavati gli scorsi anni, chi a seguire il restauro delle strutture murarie in mattoni crudi. Ma oggi è festa anche qui: è venerdì e noi ci possiamo rilassare durante questa pausa di Natale.
Decidiamo di visitare la Valle dei Re, dal momento che abbiamo avuto notizie della riapertura di alcune tombe molto significative e dalla decorazione meravigliosa, come quelle di Horemheb e Thutmosis III. Restiamo però particolarmente colpiti dall’assenza quasi totale di turisti. Solo qualche asiatico e alcuni egiziani. C’è un’atmosfera molto triste.
Dalla Valle dei Re ci spostiamo nel tardo pomeriggio sull’altra riva, per la celebrazione della Messa di Natale presso la chiesa dei Francescani a Luxor. È tangibile il fatto che, anche se nulla sembri cambiato, ci sia preoccupazione, ma anche rassegnazione nei confronti dell’attuale situazione che coinvolge tutto il Mediterraneo e non solo. E quest’anno forse più degli altri, guardando il presepe dietro il cancello sorvegliato da alcuni soldati, ci auguriamo che questo paese si risollevi presto e torni ad essere meta di tanti e variopinti turisti provenienti da tutto il mondo.

(Giovanna Bellandi)

tanti auguri dal team del CEFB

23/12/15

l'apertura del magazzino

Eccoci all’inizio della diciottesima missione. Siamo a Luxor ormai da un paio di giorni, che ci sono stati utili, oltre che per riambientarci in Egitto, anche per completare le pratiche burocratiche per poter avviare i lavori sul campo di scavo. Il nostro direttore Angelo Sesana si è recato prima al Cairo, agli Uffici del Supreme Council of Antiquities, e poi è arrivato qui a Luxor, per presentare tutti i documenti relativi alla nostra missione anche alle autorità locali.
E così oggi abbiamo aperto ufficialmente lo scavo!

l'apertura della tomba A17, già scavata e ora magazzino reperti

Scene di rito: arriviamo, accolti dal nostro nuovo ispettore Sayed, ma anche dall’affetto dei nostri storici operai, che rivediamo sempre con piacere; mentre si sbrigano le pratiche di assunzione, assistiamo all’apertura del magazzino, con la rottura dei sigilli che si sono conservati intatti finora. Passiamo quindi a organizzarci con le postazioni di lavoro: catalogazione, tavolo antropologico e quest’anno anche un tavolo archeozoologico! Escono quindi dai magazzini ossa umane e animali in quantità, archiviate negli anni scorsi in attesa di essere studiate.
Nel frattempo il direttore e l’architetto Elio Negri organizzano la squadra degli addetti al restauro dei muri (banna) per avviare i lavori: uno degli obiettivi di quest’anno è rialzare i due grandi blocchi di arenaria con il cartiglio del faraone Amenhotep II più in alto rispetto a quanto fatto lo scorso anno. Arrivano poi i mattoni crudi ordinati lo scorso anno, la muna e la hiba (materiali organici e inorganici per produrre il legante), e si comincia a preparare tutto il necessario per i muri.
Anche la tomba D21 viene riaperta, con qualche difficoltà, visto che un piccolo cedimento della parete esterna ha ostruito l’ingresso. Per l’inizio dello scavo si dovrà attendere qualche giorno… Ora che il lavoro è avviato, aspettiamo con ansia che il nostro team sia presto al completo e che la missione di quest’anno ci regali nuove entusiasmanti scoperte!

(Giovanna Bellandi, Mimosa Ravaglia, Fabio Bona, Elio Negri)