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La locandina dell'evento

27/05/2014 – Como, torna l’appuntamento con la Settimana Egizia

Al Museo Civico Archeologico Paolo Giovio di Como, dal 3 all’8 giugno, con un’interessante anteprima dal 27 maggio, torna l’appuntamento con la Settimana Egizia.
La Settimana Egizia è un evento annuale proposto dal Museo Archeologico di Como per approfondire la conoscenza dei reperti egizi, donati da un collezionista dell’Ottocento, Alfonso Garovaglio, e studiati ad inizio del Novecento dall’egittologo comasco Francesco Ballerini.
La collezione civica si compone di quasi 1000 pezzi tra i quali spicca per importanza e per eccezionalità un sarcofago in cartonnage del IX secolo a.C. che conserva ancora al suo interno la mummia di una sacerdotessa del dio Amon, Isiuret. Il sarcofago fu tagliato orizzontalmente alla fine del secolo scorso e aperto: al suo interno si trovava la mummia della defunta Isiuret completamente fasciata e legata con un nastro di lino. Nel 1990 venne eseguita una serie di analisi radiologiche sulla mummia della sacerdotessa presso l’ospedale S.Anna di Como, tra cui anche una TAC (la prima effettuata in Italia su una mummia), che ha permesso di conoscere alcuni dati della vita della defunta che altrimenti non ci sarebbero noti.
Per conoscere le caratteristiche della collezione egizia del Museo, sabato 7 e domenica 8 giugno sono stati programmati due percorsi guidati che prenderanno in esame soprattutto gioielli e geroglifici; non mancherà il tradizionale laboratorio per i bambini.
Consulta il programma.
La Settimana Egizia si arricchisce con la conferenza di sabato 7 giugno, organizzata dal CEFB!

Fonti: Portale Cultura – Comune di Como, Museo Archeologico Paolo Giovio

L'interno della tomba KV40

28/04/14 - Una nuova cachette nella Valle dei Re (KV40)

Una nuova sensazionale scoperta è avvenuta nei giorni scorsi nella Valle dei Re: l’equipe dell’Università svizzera di Basilea, diretta dalla Prof.ssa Susanne Bickel, ha riportato alla luce una sepoltura collettiva situata all’interno della tomba KV40.
In una grande camera centrale e nelle tre laterali più piccole erano state deposte circa cinquanta mummie relative sia ad adulti che a bambini e neonati, alcune delle quali ancora in buon stato, che sembrano essere in relazione con due sovrani della XVIII dinastia, probabilmente Thutmosi IV e Amenhotep III. Sui resti dei vasi canopi e sulle ceramiche alcune iscrizioni riportavano i nomi di quattro principi e otto principesse sinora ignoti, come la principessa Ta-em-wadjes o il principe Neferunebu, ma anche quelli di donne di origine straniera. L’accuratezza dell’imbalsamazione, in special modo quella riservata ai neonati, confermerebbe la loro appartenenza alla cerchia regale.
La tomba KV40, che è situata a poche decine di metri da quella di Thutmosi III, era conosciuta da tempo, ma ritenuta appartenente a qualche personaggio di corte. Il suo contenuto ha subito ripetuti saccheggi nel corso dei secoli e le camere furono riutilizzate in Epoca Tarda, come testimoniamo i numerosi frammenti di cartonnage; sono inoltre evidenti le tracce di incendi. Secondo le Autorità egiziane, questa importante scoperta, oltre a far riemergere personaggi finora sconosciuti della famiglia reale, amplierà le conoscenze sulla composizione delle corti della XVIII dinastia.

Fonti: Università di Basilea, Luxor Times, AnsaMed, Live Science

L'interno della tomba con il sarcofago in calcare

24/03/2014 - Nuove scoperte della Missione Ceca ad Abusir

Gli archeologi dell'Istituto di Egittologia di Praga che stanno lavorando ad Abusir hanno scoperto la camera funeraria intatta di un alto funzionario della seconda metà del V dinastia contenente un sarcofago di calcare ancora sigillato, al cui interno era stato deposto il defunto, con un bastone simbolo della sua autorità e un poggiatesta in pietra.
Il corpo, indisturbato dal momento della sepoltura, mostra chiari segni di imbalsamazione e verrà studiato dagli antropologi cechi. All’interno della camera funeraria è stata scoperta inoltre una cassetta di legno contenente i quattro vasi canopi del defunto. Nonostante la mancanza del nome, si tratterebbe comunque di un importante membro di una famiglia di funzionari uniti da legami di parentela con la famiglia reale, avendo uno di essi sposato la principessa Sheretnebty.
La scoperta è stata fatta all’interno del complesso funerario di un alto dignitario della V dinastia di nome Nefer, sacerdote presso il tempio funerario del faraone Neferirkara e, secondo il parere del Direttore della Missione Ceca, Dr. Miroslav Barta, il sito potrebbe rilevare ulteriori scoperte tali da gettare nuova luce su questo importante periodo della storia egiziana.

Fonti: Università di Praga, Luxor Times

la statua in alabastro di Iset

07/03/2014 - Scoperta statua di Iset, figlia di Amenhotep III, a Kom el-Hettan (Tebe Ovest)

La Missione tedesca diretta dall’egittologa Hourig Sourouzian, che scava sull’area del Tempio di Amenhotep III a Kom el-Hettan (Tebe Ovest), ha riportato alla luce la statua in alabastro della principessa Iset, figlia di Amenhotep III. La statua, alta circa 170 cm, priva dei piedi e con il volto abraso, era parte di un colosso in alabastro alto circa 14 metri e posto in origine presso il terzo pilone del tempio; esso raffigurava il re seduto in trono e la figlia posta tra le sue gambe.
Di questa opera monumentale erano state ritrovate molte parti durante le campagne degli anni scorsi. Secondo il Ministro delle Antichità Mohammed Ibrahim questa sarebbe la prima statua che raffigura Amenhotep da solo con la figlia Iset, mentre è famosa la statua colossale esposta nel salone principale del Museo Egizio del Cairo, dove la principessa appare ai piedi di entrambi i suoi genitori assisi in trono.
Un iscrizione indica che Iset aveva i titoli di “Grande Sposa Reale” e “Amata da suo padre”. E’ in corso di definizione un progetto di ricostruzione della colossale statua di Amenhotep III per ricollocarla nel punto del tempio dove in origine era stata eretta.

Fonti: Luxor Times, Reuters, Fox News

Una delle pareti ancora decorate della tomba

04/03/2014 - Missione italo-spagnola scopre la tomba di Maai a Luxor

Importante scoperta archeologica nella zona di Sheikh Abd el-Gurna a Luxor (Tebe Ovest) da parte della Missione Italo-Canaria diretta dall’italiana Irene Morfini e dalla spagnola Mila Alvarez Sosa.
Durante gli scavi condotti all’interno della tomba di Min (TT 109), che fu tutore di Amenhotep II sotto il regno di Thutmosis III, la missione ha scoperto una nuova sepoltura risalente alla XVIII dinastia e appartenuta ad un dignitario tebano. Attraverso un passaggio in un muro, le archeologhe sono entrate all’interno di questa nuova tomba e hanno potuto leggere il nome del defunto Maai.
Dal ritrovamento di un cono funerario in ceramica si apprende che Maai aveva i titoli di “Supervisore dei cavalli del re, sovrintendente dei campi e del bestiame, Sindaco”. I dipinti sulle pareti della tomba, sebbene non perfettamente conservati, mostrano Maai in compagnia della moglie Nefret nelle consuete scene di vita famigliare e religiosa e durante il banchetto funebre. Il team è ora impegnato nella rimozione dei detriti all’interno della tomba.

Fonti: AnsaMed, Luxor Times, Ansa

Christian Greco

21/02/2014 – Sarà Christian Greco il nuovo direttore del Museo Egizio di Torino

Christian Greco, 39 anni, egittologo e curatore della collezione egizia del Museo di Leida è il nuovo direttore del Museo Egizio, e succede a Eleni Vassilika, che lascia dopo due mandati la direzione del prestigioso museo torinese.
Nato nel 1975, è docente di egittologia e di archeologia della Nubia e del Sudan all’università olandese di Leida, ha lavorato per la Missione epigrafica americana a Luxor e ha curato a livello internazionale importanti collaborazioni museali. Attualmente è co-direttore della Missione archeologica olandese a Saqqara. Christian Greco ha anche sviluppato competenze gestionali lavorando come curatore della collezione egizia di Leida, che istituzionalmente è molto simile a quella che da oggi presiederà. Soddisfazione per la nomina è stata manifestata da varie Istituzioni culturali del nostro Paese.
Il nuovo Direttore porterà a termine il grande progetto di rinnovamento del Museo Egizio di Torino, che negli ultimi anni è stato profondamente ristrutturato per condurlo al livello dei migliori musei europei.

Fonti: Museo Egizio, La Repubblica

Il momento dell'estrazione del sarcofago

13/02/2014 – Missione spagnola scopre a Luxor la tomba intatta di Neb (XVII dinastia)

La missione archeologica spagnola, guidata da José Galan, che da anni scava e studia il complesso sepolcrale di Djehuty a Dra Abu el-Naga (Tebe Ovest), ha da pochi giorni riportato alla luce una tomba ancora sigillata da un muro di mattoni crudi e contenente un sarcofago intatto che, sulla base di elementi stilistici, è stato datato alla XVII dinastia (1600 a.C. circa).
Il coperchio del sarcofago, infatti, è decorato con la tecnica detta “rishi” (dall’arabo “piuma”), con riferimento alle ali che proteggono il corpo del defunto dipinte sul coperchio stesso. La formula d’offerta riportata su di esso ci informa che il defunto era un uomo chiamato Neb. Il sarcofago mantiene ancora i suoi brillanti colori originali e anche il corpo al suo interno sembra essere ben conservato. La sua camera funeraria fu scavata nella roccia e nel conglomerato a circa 4 metri di profondità, ed è stata individuata nel cortile della tomba di Djehuty, dove sono venuti alla luce altri due pozzi funerari già saccheggiati. Ancora una volta Dra Abu el-Naga si conferma come luogo prescelto di sepoltura della famiglia reale tebana e della sua corte, durante l’ultima fase del Secondo Periodo Intermedio.
Il ritrovamento aiuterà a meglio comprendere un periodo storico fondamentale per l’antico Egitto, che segna il passaggio da un paese diviso e parzialmente sotto dominazione straniera all’impero della XVIII dinastia.

Fonti: ANSAmed, Luxor Times, ABC.es

Un'immagine degli scavi della tomba di Senebkay

15/01/2014 – Nuove scoperte ancora ad Abido: è l’ora di Senebkay

La missione archeologica dell’Università di Pennsylvania, diretta da Josef Wegner, che si era da poco distinta per le nuove scoperte relative alla sepoltura di Sobekhotep, ha effettuato un nuovo clamoroso ritrovamento.
Durante le fortunate ricerche di quest’anno, infatti, hanno riportato alla luce, sempre ad Abido e proprio nei pressi della tomba di Sobekhotep, la sepoltura di un faraone pressochè sconosciuto, che regnò attorno al 1650 a.C. e che apparteneva alla cosiddetta dinastia di Abido, collocabile durante il Secondo Periodo Intermedio. Si tratta infatti di Woseribra Senebkay, un sovrano menzionato, anche se in modo lacunoso, nella lista di sovrani contenuta nel Papiro dei Re, conosciuto anche come Canone Reale, conservato presso il Museo Egizio di Torino.
La struttura della tomba, edificata con materiale di reimpiego, è in mattoni crudi e si compone di quattro camere di cui l'ultima, quella funeraria, presenta pareti in pietra calcarea ancora dotate della ricca decorazione figurata. Vi si distinguono quattro divinità femminili e, ciò che è più importante, il cartiglio contenente la parziale titolatura del proprietario. Durante gli scavi sono stati recuperati anche i resti scheletrici di un individuo, dell’altezza ricostruita di circa i 185 cm, attribuiti proprio al sovrano, ora non più così sconosciuto.

Fonti: ANSA, The Guardian, Luxor Times

La statua di Ramesse II a Torino

07/01/2014 – Chiude temporaneamente lo staturario del Museo Egizio di Torino

Una delle più note e scenografiche sale del Museo Egizio di Torino, lo Statuario, chiuderà temporaneamente dal 7 gennaio al 16 aprile 2014, per permettere l’avanzamento degli interventi di consolidamento strutturale e la realizzazione dei nuovi impianti elettrici.
I lavori, che rientrano nell’importante progetto di ristrutturazione che porterà, nel 2015, all’inaugurazione della nuova esposizione, sono stati pianificati per minimizzare i disagi per il vasto pubblico che visita ogni giorno il Museo e i celebri capolavori della statuaria egizia conservati nella collezione torinese. Ricordiamo, solo per fare qualche esempio, le statue monumentali dei sovrani Thutmosis III, Amenhotep II, Tutankhamon, Horemheb, Ramesse II e Sethi II, e quelle degli dei del pantheon egizio Ptah, Amon, Hathor e Sekhmet.
Lo statuario, ospitato storicamente nelle due sale del piano terra, era stato riallestito recentemente (febbraio 2006) con una suggestiva illuminazione realizzata dallo scenografo Dante Ferretti, vincitore del premio Oscar 2005, per la scenografia del film ‘The Aviator’ di Martin Scorsese.

Fonte: Museo Egizio di Torino

Il sarcofago di sobekhotep

06/01/2014 – Scoperta ad Abido la tomba di Sobekhotep

Il Ministro delle Antichità egiziano, Mohamed Ibrahim, ha annunciato la scoperta ad Abido della tomba di Sobekhotep, sovrano forse appartenente alla XIII dinastia, il cui regno si colloca all’incirca tra il 1786 e il 1763 a.C. La scoperta è stata effettuata dalla missione archeologica dell’Università di Pennsylvania, attualmente diretta da Josef W. Wegner e che opera sul sito da ormai molti anni.
Il primo indizio della presenza della sepoltura è stato rinvenuto durante la campagna di scavi del 2013, quando è venuto alla luce un enorme sarcofago in quarzite del peso di circa 60 tonnellate, ma totalmente privo di iscrizioni che potessero dare informazioni utili. A questa scoperta è seguita quella di una stele frammentaria con parte del nome di un sovrano identificato da Wenger proprio con Sobekhotep.
Il recente ampiamento dell’area di scavo ha portato dunque al recupero di alcuni oggetti pertinenti al corredo funebre della sepoltura, i quali, sebbene riutilizzati da sovrani successivi, hanno sciolto ogni dubbio sulla loro pertinenza.

Fonti: Luxor Times, Huffington Post

La decorazione di una delle pareti della tomba

03/01/2014 – Tebe: viene alla luce la tomba del birraio di Mut

Sulla riva ovest di Luxor nella necropoli tebana di El Khokha, un team di archeologi giapponesi della Waseda University di Tokyo, diretti da Jiro Kondo, ha scoperto la tomba in ottimo stato di conservazione di un antico produttore di birra, le cui vivaci decorazioni raffigurano scene di vita quotidiana e scene legate al rito.
La tomba, con struttura a T e dotata di due sale e una camera sepolcrale, apparteneva a Khonso-Im-Heb, capo dei depositi di grano in epoca ramesside e produttore di birra per il culto della dea egizia Mut. La scoperta è avvenuta durante i lavori nei pressi dell’accesso della tomba TT47, appartenente ad un dignitario della diciottesima dinastia (regno di Amenhotep III), dove il team di ricerca giapponese sta lavorando dal 2007.
Il Ministro delle Antichità egiziano, Mohamed Ibrahim, ha comunicato che sono state rafforzate le misure di sicurezza attorno al sito fino al termine degli scavi e si auspica una rapida sistemazione dell’area per l'eventuale apertura al pubblico di questa nuova tomba. La località è infatti già ricca di sepolture appartenenti ai nobili dell'antica Tebe e, grazie ai lavori di demolizione delle case del moderno villaggio di Gurna, è in corso la sua completa riorganizzazione.

Fonti: Luxor Times, National Geographic


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