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Notizie 2010

una foto degli scavi (photo SCA)

15/11/2010 - Luxor, dal viale delle Sfingi scoperte altre 12 statue

Il Ministro della Cultura egiziano Farouk Hosny ha annunciato che la missione archeologica diretta dallo SCA - Supreme Council of Antiquities presso il viale delle Sfingi, a Luxor, ha riportato alla luce altre 12 nuovi sfingi databili al regno di Nectanebo I (380-362 a.C.). Le statue sono state rinvenute nell’ultimo settore del percorso.
Il Segretario Generale Zahi Hawass ha comunicato tuttavia che la scoperta non è situata lungo il percorso del noto viale delle Sfingi che univa i Templi di Luxor e Karnak, bensì nella parte terminale di un tracciato di nuova scoperta attribuibile proprio a Nectanebo I.
Mansour Boraik, responsabile delle antichità di Luxor, ha sottolineato che si tratta della prima volta che viene rinvenuta una via con tracciato da est a ovest, che porta quindi verso il Nilo. L’aspetto più interessante della nuova scoperta è che i 20 metri finora scavati sono costruiti con blocchi di arenaria provenienti dalle cave di Gebel Silsila, a nord di Aswan. La lunghezza totale di questa via che conduce al Nilo dovrebbe essere di circa 600 metri. Accanto alle sfingi, iscritte con il nome di Nectanebo I, gli scavi, tuttora in corso, hanno riportato alla luce anche oggetti risalenti al periodo Romano, fra cui un torchio da olio e varie ceramiche.

Fonti: Luxor Times, Daily Mail

uno degli oggetti restituiti

10/11/2010 – Il Metropolitan di New York restituisce all’Egitto 19 oggetti del corredo di Tutankhamun

Alcuni degli oggetti pertinenti al ricco corredo stipato nella tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, a Tebe ovest, ritorneranno presto in Egitto. Si tratta di 19 piccoli manufatti, conservati nella collezione americana fin dall’inizio del XX secolo, che il Metropolitan Museum of Art di New York ha accettato di restituire, come annunciato dal Supreme Council of Antiquities of Egypt. Gli oggetti furono trovati nella tomba del faraone, scoperta nel 1922 dall'archeologo britannico Howard Carter.
"Grazie alla generosità e al senso etico del Met questi 19 oggetti potranno ora raggiungere gli altri tesori del giovane faraone" ha dichiarato il segretario generale Zahi Hawass in un comunicato. I pezzi restituiti sono piccoli frammenti, ma tra questi almeno quattro presentano "un interesse storico significativo". Si tratta in particolare di un piccolo cane in bronzo e di un pezzo di braccialetto raffigurante una sfinge.
Hawass ha dichiarato anche che “Gli oggetti sono ora esposti alla mostra dedicata al faraone della XVIII dinastia, allestita a Times Square, dove rimarranno fino a Gennaio 2011. Torneranno poi al Metropolitan, dove saranno visibili per sei mesi nella cornice della rinnovata esposizione della collezione egizia. Nel Giugno 2011, dopo il loro ritorno in Egitto, occuperanno un posto speciale nella Tutankhamun gallery del Museo Egizio del Cairo e verranno infine ricollocati insieme al resto della collezione nel Grand Egyptian Museum di Giza, la cui apertura è prevista nel 2012”.

Fonti: Luxor Times, La Repubblica

il sacerdote Rudj-ka ritratto insieme alla moglie (photo SCA)

22/10/2010 - Giza, scoperta una nuova tomba della V dinastia

Una nuova sepoltura è stata scoperta a Giza, presso le piramidi. Il ricco apparato decorativo comprende anche un dipinto in cui viene ritratto il proprietario della tomba, Rudj-Ka, insieme alla moglie. Secondo gli archeologi questo personaggio visse probabilmente durante l’Antico Regno, nella V dinastia, circa 4.350 anni fa.
Le pitture e gli oggetti di corredo rinvenuti in questa ricca tomba, scoperta lungo una rupe nei pressi della grande Piramide di Giza, riportano le titolature di Rudj-Ka e testimoniano che egli era un sacerdote del culto funerario del faraone della IV dinastia Chefren, che regnò dal 2558 al 2532 a.C. Chefren è anche noto per aver fatto edificare la seconda delle tre piramidi della piana di Giza e la Sfinge.
Durante l’Antico Regno, "alla morte del faraone nasceva una città attorno alla piramide", dice Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie. "In questa città vivevano sacerdoti e tutti coloro che tenevano in vita il culto del faraone". Sembra che Rudj-Ka fosse il sacerdote incaricato di sovrintendere i riti di purificazione celebrati in onore del faraone defunto.

Fonte: National Geographic

la statua rinvenuta (photo SCA)

02/10/2010 - Scoperta statua di Amenhotep III a Luxor

La parte superiore di una statua di Amenhotep III (1390-1352 a.C.), assiso in trono e accompagnato dal dio Amon, è stata scoperta nel sito occupato dal Tempio dei Milioni di Anni del faraone a Luxor, sulla riva ovest, in località Kom El-Hittan. L'annuncio della scoperta è stato fatto dal ministro della cultura egiziano Farouk Hosny.
Il tempio originariamente aveva due ingressi: uno sul lato orientale, dove si trovano i Colossi di Memnone, e uno sul lato nord, dove è venuta alla luce la statua. L’importante reperto è stato rinvenuto durante gli scavi condotti da un team di ricerca egiziano del Supreme Council of Antiquities (SCA).
Il Dr. Sabri Abdel Aziz, capo del Pharaonic Sector dello SCA, ha detto che la statua è la seconda di questo tipo rinvenuta nell’area: precedentemente ne era stata infatti scoperta un’altra in cui era rappresentato il faraone seduto accanto al dio Ra-Horakhti. Mr. Abdel Ghaffar, direttore della missione, ha comunicato che la statua, in granito rosso, misura 130 cm di altezza e 95 cm di larghezza.

Fonti: DrHawass.com, ANSA, La Repubblica

una delle foto in mostra

16/09/2010 - "Memoires d'Egypte" in mostra a Bologna

Rimarrà aperta fino al 7 novembre 2010, presso il Museo civico medievale di Bologna, l’affascinante mostra fotografica dal titolo “Memoires d'Egypte”. In esposizione le fotografie di un album anonimo del 1895, acquistato presso un antiquario modenese dal curatore Antonio Ferri, giornalista e appassionato di fotografia dell'Ottocento.
Le immagini (duecento, di cui cinquanta riprodotte in gigantografia), impresse su grandi lastre al collodio e stampate su carta albuminata, sono state raccolte da due anonimi viaggiatori ad ogni tappa del loro itinerario e disposte in sequenza da nord a sud per ricostruire le scoperte del tour. Molte sono firmate da fotografi illustri: il francese Félix Bonfils, imprenditore dell'immagine turistica del Vicino Oriente, Gabriel Lekegian, Andreas D. Reiser e l’italiano Antonio Beato, il noto fotografo cui la città di Luxor ha dedicato una strada.
I soggetti non sono solo i monumenti avvolti dalla patina dei secoli ma anche scene di strada, modernità coloniale e archeologia.

Fonte: La Repubblica - Bologna

un rilievo dalla tomba di Horemheb

16/09/2010 - Proposta per un Museo Egizio a Bologna

Il giornalista Antonio Ferri, curatore della mostra "Mémoires d'Egypte", ha annunciato che la società di progettazione "Sts" di proprietà del Consorzio cooperativo costruzioni della Lega, è disponibile a realizzare il disegno del costituendo museo egizio per conto del gruppo privato "Egitto cultural project by Bolognamondo". Il tutto verrebbe così proposto all'amministrazione, che nel frattempo sta meditando sull'opportunità.
Questo rappresenterebbe un museo egizio autonomo, scorporato dall'Archeologico, che potrebbe così recuperare dei locali da destinare ai molti reperti di età romana che necessitano di una collocazione.
Stando ai promotori, la nuova esposizione egizia, una volta resa autonoma, potrebbe sostenersi completamente da sola, visto l'enorme interesse che gravita intorno a questa antica civiltà. In particolare, a Bologna sono già presenti importanti reperti della tomba di Saqqara del grande generale Horemheb, ultimo sovrano della diciottesima dinastia, all'incirca intorno al 1300 avanti Cristo. Ed è proprio su questo personaggio cruciale dell'epoca d'oro del mondo egizio che si incentrerebbe l'eventuale museo bolognese, dato che un accordo fatto con le autorità del Cairo consentirebbe lo scavo e la ricostruzione virtuale del tempio funerario del condottiero a Luxor.

Fonte: La Repubblica - Bologna

la pesatura del cuore dello scriba Hunefer (da Britishmuseum.org)

18/06/2010 - In mostra al British Museum i papiri inediti del "Libro dei morti"

Dal 4 novembre aprirà al pubblico, al British Museum, una delle mostre più affascinanti dell'anno, intitolata “Viaggio nell’aldilà: il libro dei morti nell’antico Egitto”. Saranno esposti per la prima volta decine di inediti papiri che descrivono il percorso che il defunto doveva compiere per divenire immortale; un analogo papiro è esposto da decenni al Museo Egizio di Torino. Finora i papiri del British Museum erano stati considerati troppo fragili per essere esposti; tuttavia le più moderne tecniche di conservazione hanno consentito adesso di presentarli al pubblico.
Il pezzo più importante sarà sicuramente “Il Libro di Hunefer”, papiro del XIII secolo a.C. appartenuto ad uno scriba di Tebe, forse al servizio del faraone Seti I (XIX din.). Questo papiro, dagli incredibili colori e con la sua lunghezza di oltre 5 metri, ci mostra il percorso di Hunefer fino al cospetto di Osiride, davanti al quale Anubi effettuerà la pesatura del cuore (psicostasia), tesa a stabilire lo stato di purezza d’animo del suo proprietario. Una volta superata questa ultime e temuta prova il defunto poteva accedere ai Campi di Iaru, il paradiso degli antichi egizi.

Fonte: Corriere.it

un rilievo emerso dagli scavi

04/06/2010 - Saqqara: scoperta nuova tomba di un alto dignitario di epoca faraonica

La tomba di Ptah Mes (XIX din.) è stata ritrovata a Saqqara, nei pressi della rampa processionale della piramide di Unas, da parte della facoltà di archeologia dell’Università del Cairo. La tomba, databile al 1203-1186 a.C., è lunga 70 metri ed è composta da diversi corridoi ed ambienti, con una struttura simile a quella di Ptah-em-wia scoperta a Saqqara nel 2007 ma più antica di oltre un secolo. Ptah Mes era un alto funzionario insignito di diverse cariche, tra le quali quelle di generale, di sindaco di Menfi, di scriba reale e di supervisore del tempio di Ptah.
Dallo scavo sono emerse alcune stele, una delle quali mostra la famiglia del defunto di fronte alla triade tebana, costituita Amon, Mut e Khonsu; tra i reperti anche vari frammenti di statue in calcare di Ptah Mes e dei membri della sua famiglia, ceramiche, ushabti ed amuleti; alcuni elementi architettonici, quali delle colonne, sono stati riutilizzati in epoca cristiana per costruire delle cappelle. La localizzazione della tomba risale almeno all’Ottocento, quando alcuni oggetti ad essa riferibili furono venduti ai musei europei ed americani, dove sono oggi visibili al pubblico. Si scava per rintracciare la camera funeraria ed il sarcofago di Ptah Mes, mai ritrovati.

Fonti: ANSA, Archart

uno dei sarcofagi scoperti

24/05/2010 - Scoperte 57 nuove tombe a el-Lahun

Il Supreme Council of Antiquities ha annunciato che nel sito di el-Lahun, nel Fayum (circa 70 miglia a sud del Cairo), un team di archeologi egiziani ha scoperto 57 tombe, molte delle quali contenenti il sarcofago in legno decorato con ancora la mummia all’interno. Le più antiche datano circa al 2750 a.C. e 12 appartengono alla XVIII dinastia, che ha governato l’Egitto durante il secondo millennio a.C.
Le nuove scoperte portano nuova luce sui culti religiosi dell’antico Egitto. Zahi Hawass ha annunciato che le mummie datate alla XVIII dinastia sono ricoperte di lino decorato con i testi sacri del Libro dei Morti e con scene che hanno come protagoniste varie divinità (Horus, Hathor, Khnum e Amon). Abdel Rahman El-Aydi, responsabile della missione archeologica che ha effettuato la scoperta, ha aggiunto inoltre che una delle tombe più antiche è quasi completamente intatta, con tutto il suo corredo funerario.
Lo scorso anno, nella stessa area, erano state già rinvenute 53 tombe databili a vari periodi.

Fonti: Repubblica.it, The Portland Press Herald, Heritage-key

il nilometro rinvenuto a Luxor

13/05/2010 - Nuove scoperte lungo il Viale delle Sfingi a Luxor

Durante i lavori lungo il Viale delle Sfingi a Luxor, alcuni archeologi egiziani hanno scoperto i resti di una chiesa copta del quinto secolo e un nilometro, struttura usata per misurare il livello del Nilo durante le inondazioni. Costruito in arenaria, il nilometro appare come una struttura cilindrica di sette metri di diametro, con gradini che scendono a spirale. Durante l’inondazione annuale del Nilo esso veniva usato per misurare il livello delle acque del fiume.
I resti della chiesa sono emersi in una delle 5 sezioni in cui si divide il Viale delle Sfingi e fu costruita con blocchi di pietra appartenenti a costruzioni romane e tolemaiche che originariamente costeggiavano il viale. I blocchi, ben conservati, recano raffigurazioni di sovrani tolemaici che fanno offerte a divinità egizie. Un particolare blocco contiene informazioni su Montuemhat, "sindaco" di Tebe durante la XXVI dinastia.
I lavori presso il Viale delle Sfingi hanno lo scopo di far rivivere questo percorso lungo 2700 metri, che collegava il tempio di Luxor a quello di Karnak e che pare fosse costeggiato da circa 1350 sfingi.

Fonte: The Independent, Egittonews

Zahi Hawass al lavoro nella tomba del faraone

08/05/2010 - Le nuove indagini sulla vita di Tutankhamon

Il faraone Tutankhamon non sarebbe figlio di Nefertiti, bensì della meno leggendaria Young Lady, trovata nella tomba di Amenhotep II. Inoltre avrebbe avuto dalla moglie e sorellastra Ankhesenamon due figlie nate morte e sepolte con lui nella Valle dei Re. E ancora: il faraone morì di una forma di malaria associata alla Malattia di Kohler, rara patologia che distrugge il tessuto osseo, in particolare quello del piede.
Sono queste alcune delle più recenti rivelazioni sulla vita e la morte di Tutankhamon, emerse dalle indagini condotte da Zahi Hawass, che ha fatto ricorso alle moderne tecniche di indagini forensi, con l’utilizzo di computer e analisi genetiche. E proprio dai campioni del dna del faraone sono giunte molte delle risposte che ci si attendeva da tempo.
I risultati di queste ricerche sono illustrati in un documentario di Discovery Channel in onda in due puntate (canali 401 e 420 di Sky, sabato 8 e 15 maggio). Nella prima puntata viene seguita la fase dell’estrazione del Dna sulla mummia di Tutankhamon, che consente di studiare la famiglia del "re bambino". La seconda parte riguarda le ricerche finalizzate a scoprire le cause della morte del re. Le indagini sono state anche pubblicate nella rivista JAMA (The Journal of the American Medical Association).

Fonte: Corriere.it

una stampa del Rosellini

17/04/2010 - A Pisa mostra dedicata a Ippolito Rosellini

Si terrà dal 28 aprile sino al 25 di luglio una mostra dedicata ad Ippolito Rosellini (1800-1843) e alla sua esperienza in terra d’Egitto nell’ambito della spedizione franco-toscana del 1828-1829.
La mostra, dal titolo “Lungo il Nilo” ed ospitata nelle sale del Palazzo Blu sul lungarno di Pisa, è curata dall’egittologa Marilina Betrò e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, col patrocinio del Comune e dell’Università di Pisa, nonché di altre istituzioni. Saranno presentati circa 200 pezzi tra reperti dell’antico Egitto, disegni e manoscritti provenienti da musei ed Università, che illustreranno quanto Ippolito Rosellini e la missione franco-toscana seppero contribuire allo sviluppo della nascente egittologia.

Fonte: Adnkronos

foto del sarcofago di Bahariya

13/04/2010 - Mummia di epoca greco-romana rinvenuta a Bahariya

La mummia di una donna di epoca greco-romana, risalente a circa 2300 anni fa, è stata rinvenuta da un team di archeologi egiziani nel sito di Bahariya, 300 chilometri a sud ovest della città del Cairo.
Il sarcofago che la conteneva, in gesso e lungo appena un metro, rappresenta una donna in abiti romani. Insieme al reperto gli archeologi hanno portato alla luce anche una placca in oro decorata con la rappresentazione dei quattro figli del dio Horus e alcuni contenitori in argilla e vetro. Il sito, dove sono state rinvenute 14 tombe, è stato scoperto per caso durante i lavori per la realizzazione di un centro giovanile.

Fonte: La Repubblica

veduta aerea dell'area del Tempio di Amenhotep III

16/03/2010 - Rinvenuta a Luxor una statua del dio Thot alta 4 metri

(ASCA-AFP) Gli archeologi egiziani hanno portato alla luce una grande statua del dio Thot in sembianze di babbuino. Lo ha reso noto il Consiglio delle Antichità in un comunicato. La statua è alta circa 4 metri ed è stata ritrovata in 4 frammenti accanto ad altre due statue, durante dei lavori nel sottosuolo, spiega la nota. Il manufatto viene fatto risalire alla XVIII dinastia ed "è la prima volta che viene trovata una statua di Thot, raffigurato come babbuino, di tale grandezza", ha spiegato il capo delle antichità egizie di Luxor, Mansour Boraik. Il ritrovamento è avvenuto vicino al tempio di Amenhotep III.
Dal comunicato non si riesce a capire se la statua proviene dagli scavi diretti dalla dott.ssa Sourouzian presso il Tempio dei Milioni di Anni di Amenhotep III oppure se sia venuta alla luce nelle vicinanze, durante i lavori connessi alla regolamentazione delle acque di falda sulla riva ovest.

Fonte: ASCA

particolare dello scavo, foto SCA

03/03/2010 - Scoperta la tomba di una sovrana della VI Dinastia

(ASCA-AFP) - Una squadra di archeologi francesi ha riportato alla luce un sarcofago di granito rosa di 4 mila anni appartenente ad una misteriosa regina d'Egitto. A renderlo noto Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio Supremo per le Antichità del Cairo.
La regina, identificata come Bahnou, è “una delle sovrane della VI Dinastia e ha governato in Egitto dal 2374 al 2192 a.C.”, ha spiegato Hawass in una nota. Gli esperti però non hanno ancora capito chi sia esattamente questa regina e a quale faraone fosse sposata. “Ancora non sappiamo se sia la moglie di Pepi I (2354-2310 a.C.) o di Pepi II (2300-2206 a.C.)”, ha ammesso Hawass. Secondo Philippe Collombert, che ha guidato la squadra francese, la misteriosa regina è “probabilmente” la sposa di Pepi II.
La scoperta è avvenuta nella necropoli di Saqqara, a sud del Cairo. La piramide, che ospitava il sarcofago ritrovato, è situata tra un gruppo di altre piramidi nei pressi della tomba di Pepi I. Il sarcofago è secondo gli egittologi un oggetto di grande rarità: una struttura di granito rosa che poggia su una base nera.

Fonti: Yahoo IT, Yahoo News, Saudi Gazette

la scoperta, foto Ansa

28/02/2010 - Grande scoperta presso il Tempio dei Milioni di Anni di Amenhotep III, Luxor

Si trasmette la notizia Ansa relativa alla nuova grande scoperta della missione archeologica dell’Amenhotep III Temple Conservation Project, diretta da Hourig Sourouzian:
“(ANSA) - IL CAIRO, 28 FEB - Una testa gigante in granito rosa di Amenofi III, risalente a 3000 anni fa, e' stata scoperta sul sito del suo tempio funerario a Luxor. Il faraone regnò in Egitto tra il 1390 e il 1352 avanti Cristo, e fu il padre di Akhenaton, il cosiddetto ‘faraone eretico’ considerato come un precursore del monoteismo. ‘La testa scoperta è intatta ed è alta 2,5 metri’, ‘è un capolavoro di grande qualità artistica’, ha precisato il responsabile delle antichità egiziane, Zahi Hawass.”

Fonte: ANSA

particolare del sarcofago, foto SCA

23/02/2010 - Torna in Egitto dagli USA il sarcofago di Imesy, XXI Dinastia

(AGIAFRO) - Gli Stati Uniti restituiranno all’Egitto un sarcofago della XXI dinastia (1081-931 a.C.) appartenuto ad un personaggio chiamato Imesy, fatto uscire illegalmente oltre 125 anni fa. Lo ha annunciato il ministro della Cultura egiziano, Farouk Hosni, il quale ha precisato che il manufatto sarà consegnato il mese prossimo al segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane, Zaki Hawass.
Quest’ultimo ha detto di essere stato contattato nel 2008 dalle autorità americane che avevano appena sequestrato il sarcofago a un commerciante spagnolo che tentava di venderlo. L’uomo, ha raccontato Hawass, “non aveva alcun documento che attestasse la proprietà del sarcofago e questo significa che era stato portato via illegalmente dall’Egitto”.
Secondo le autorità egiziane, il sarcofago sarebbe stato contrabbandato nel 1884.

Fonti: AGI, Heritage-key, DrHawass.com

scultura raffigurante la dea gatto

26/01/2010 - In mostra al Cairo "Ippolito Rosellini and the Dawn of Egyptology”

Si inaugura il 26 gennaio 2010 al Cairo, presso il Museo Egizio, la mostra "Ippolito Rosellini and the Dawn of Egyptology. Original Drawings and Manuscripts of the Franco – Tuscan Expedition to Egypt (1828-1829) from the Biblioteca Universitaria di Pisa", organizzata dall’Università di Pisa in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities, l’Italian Cultural Institute e l’Italian Archaeological Centre del Cairo.
All’inaugurazione interverranno: la Dott.ssa Rosanna Pirelli, direttrice dell’Italian Archaeological Centre; la Dott.ssa Alessandra Pesante, direttrice della Biblioteca Universitaria di Pisa; la Prof.ssa Marilina Betrò dell’Università di Pisa; il Dott. Claudio Pacifico, ambasciatore d’Italia in Egitto; il Dott. Zahi Hawass, Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities.
La mostra rimarrà aperta dal 27 gennaio al 23 febbraio 2010.

Fonte: Archaeogate

Link: la loncandina della mostra

scultura raffigurante la dea gatto

20/01/2010 - EGITTO VENETO: censimento e catalogazione di materiali egizi ed egittizzanti nei Musei del Veneto

Nell’ambito del progetto “EGITTO VENETO: censimento e catalogazione di materiali egizi ed egittizzanti nei Musei del Veneto”, è in programma un ciclo di conferenze sul tema “Viaggio attraverso l’Egitto”. Gli incontri si terranno nell’Aula Emiciclo presso l'Orto Botanico dell'Università di Padova, con inizio alle ore 15:30.
Il progetto è coordinato da: Università di Padova - Dipartimento di Archeologia (prof.ssa Paola Zanovello), Università di Venezia - Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Vicino Oriente (prof. Emanuele Ciampini), Università di Padova - Centro di Ateneo per i Musei (Musei di Scienze Archeologiche e d’Arte e di Antropologia) e Regione del Veneto (Servizio paesaggio culturale e BBCC - Ufficio valorizzazione Patrimonio storico-archeologico).
Nel corso delle conferenze saranno comunicati orari e modalità di visita ai Musei universitari che possiedono collezioni egizie: il Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte (dott.ssa A.Menegazzi) e il Museo di Antropologia (dott. N.Carrara). L’ingresso alle conferenze è libero e gratuito. Per informazioni: Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte dell’Università, piazza Capitaniato, 7, 35139 Padova; tel. 049-8274611/8274576; fax.049-8274613; e-mail del Conservatore: alessandra.menegazzi@unipd.it

Fonte: dArc - il Blog del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova

Link: il programma delle conferenze

scultura raffigurante la dea gatto

19/01/2010 - Scoperto ad Alessandria un tempio dedicato alla dea Bastet

Una missione di archeologi egiziani ha portato alla luce ad Alessandria d’Egitto un antico tempio dedicato alla dea egiziana Bastet. L'annuncio del ritrovamento e' stato dato dal Servizio egiziano per le antichità in Egitto, guidato dall'archeologo Zahi Hawass. Durante lo scavo sono state trovate circa 600 statue di epoca tolemaica, molte delle quali raffiguranti l'immagine della dea-gatta Bastet, a dimostrazione che il suo culto andò oltre l’epoca egiziana antica.
Il tempio scoperto era stato edificato in onore della regina Berenice, sposa del re Tolomeo III che governò l'Egitto dal 246 al 222 a.C., ed occupa un’area di circa 60 metri per 15, nel quartiere di Kom el-Dikka ad Alessandria d'Egitto. L’edificio subì molte distruzioni in epoche successive, ed infine fu utilizzato come cava per il recupero di materiali, con la conseguente scomparsa di numerosi blocchi di pietra.

Fonti: Adnkronos, La Repubblica, Washington Post


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